Giorno della memoria

Modena ha ricordato i suoi "Giusti" con una targa e otto ulivi a loro dedicati nelle scuole.
Sono otto i modenesi che hanno ottenuto il riconoscimento di "Giusti tra le nazioni".
[n. 2 - febbraio 2011]

Ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione degli ebrei e degli italiani che hanno subito la deportazione ma anche «coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». E’ quanto prevede la legge che, nel 2000, ha istituito il Giorno della memoria il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e quanto hanno realizzato le istituzioni locali modenesi.

Le iniziative promosse quest’anno dalla Provincia di Modena insieme alla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia – con la collaborazione di Istituto Storico, Fondazione ex-Campo Fossoli e Fondazione Villa Emma – sono incentrate proprio sulle figure dei “Giusti tra le nazioni”. Coloro, cioè, che pur non essendo ebrei hanno rischiato la vita per salvare almeno un ebreo durante la persecuzione nazi-fascista.

L’omaggio tributato dalla Provincia di Modena ai “Giusti tra le nazioni” – i non ebrei che hanno agito a rischio della propria vita per salvare gli ebrei dalla deportazione – è «un doveroso ringraziamento per la lezione che questi nostri concittadini ci hanno silenziosamente trasmesso: il coraggio di scegliere il bene, la forza di ribellarsi all’indifferenza e al conformismo. Ma questa lezione sarà tale solo se ci accompagnerà tutti i giorni, ispirando le azioni e l’impegno sociale e civile di ogni cittadino». L’ha affermato il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini inaugurando una targa commemorativa in memoria degli otto modenesi “Giusti tra le nazioni”, in occasione del Giorno della memoria.

La targa, posta nell’atrio del Palazzo della Provincia, in viale Martiri della libertà 34 a Modena, ricorda le figure di don Arrigo Beccari, Odoardo Focherini, Alberta e Sisto Gianaroli, Antonio Lorenzini, Giuseppe Moreali, don Benedetto Richeldi e don Dante Sala, gli otto modenesi che hanno avuto questo riconoscimento e il cui nome è presente nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme.

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Modena Giorgio Pighi, il presidente del Consiglio provinciale Demos Malavasi, la presidente della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Sandra Eckert, e Matteo Richetti, presidente dell’Assemblea legislativa regionale e promotore della legge regionale per la memoria dei Giusti, il quale ha sottolineato come «l’esempio di queste persone sia uno stimolo a vincere l’indifferenza. Ed è un messaggio che vale non solo per il futuro, per le nuove generazioni, ma anche per il presente, per tutti noi».

La cerimonia si è conclusa con due letture: il salmo 11 proposto dal vescovo di Carpi Elio Tinti e dall’arcivescovo di Modena Antonio Lanfranchi che lo ha letto, seguito dal salmo 130, recitato in ebraico dal rabbino capo della Comunità ebraica, Rav Beniamino Goldstein.

Sulla lapide collocata nell’atrio del Palazzo della Provincia, oltre ai nomi degli otto “Giusti”, è citato un passo del Levitico (XIX, 16) che dice: «Non assistere inerte al pericolo del tuo prossimo: io sono il Signore».

 

Si sono svolte nella mattinata, invece, le iniziative promosse dalla Provincia in occasione del Giorno della memoria rivolte agli studenti: otto cerimonie in altrettante scuole superiori – a Modena, Mirandola, Finale Emilia, Carpi, Castelfranco, Vignola, Sassuolo e Pavullo – con la messa a dimora di un albero di ulivo dedicato ad ogni “Giusto” modenese. Erano presenti, oltre alle autorità, parenti sia dei “Giusti” sia delle persone che, grazie al loro operato, sono riuscite a salvarsi dalla deportazione e dalla morte.

Pubblicato: 04 Febbraio 2011Ultima modifica: 12 Luglio 2022