Progetti di filiera

15 milioni di euro di contributi, oltre 200 le aziende agroalimentari beneficiarie per investimenti in strutture, tecnologie e prodotti.
[n. 3 - novembre 2010]

C’è chi realizzerà interventi integrati tra i diversi soggetti della filiera per la valorizzazione economica del sottoprodotto siero; chi vuole innovare il processo di trasformazione, vinificazione e   commercializzazione di vini Doc e Igt; c’è un’aggregazione di aziende che vuole strutturare una rete produttiva per preparare  e  consegnare a domicilio, previo ordine on-line, confezioni di  carne biologica. E ancora: un progetto nell’ambito della filiera cereali finalizzato al  miglioramento qualitativo, alla sicurezza del consumatore e alla
competitività; una proposta per la valorizzare della produzione ortofrutticola vignolese finalizzata a favorire le forme di  difesa attiva e la corretta gestione idrica e a sostenere investimenti in tecnologie innovative, per ridurre l’impatto ambientale e abbattere i costi di produzione.

Spaziano dal settore vitivinicolo al lattiero-caseario, dai cereali all’ortofrutta i progetti di filiera che interessano aziende e stabilimenti del territorio modenesi ammessi al finanziamento regionale per un ammontare complessivo di 15 milioni e 63 mila euro, a fronte di investimenti per complessivi 41 milioni di euro.

I beneficiari modenesi delle risorse regionali sono poco meno di 250, e hanno partecipato al bando aggregandosi sia con altri soggetti modenesi sia di altre province.

«Gli imprenditori agricoli del territorio – spiega il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini – hanno colto l’opportunità offerta dai progetti di filiera, uno strumento importante perché favorisce l’integrazione tra le varie componenti imprenditoriali, stimola investimenti consistenti nelle aziende agricole e valorizza le produzioni».

«E’ la nostra risposta alla crisi – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni – e prefigura il futuro della nostra agricoltura. L’obiettivo è darle valori difficilmente sostituibili sul mercato: affidabilità, qualità e legame con le aspettative del consumatore e dell’industria di trasformazione e distribuzione. Per questo si lavora per la cosiddetta agricoltura contrattualizzata, allineandola agli altri settori economici, e per far sì che gli agricoltori si aggreghino per trasformare e commercializzare essi stessi o in partnership con altri soggetti».

«Attraverso i processi di riorganizzazione e stimolando l’aggregazione tra produttori e operatori economici – spiega l’assessore provinciale all’Agricoltura, Giandomenico Tomei – si riesce a garantire stabilità nella remunerazione delle produzioni agricole, aumentandone il valore. E’ la strada che sempre più le nostre aziende dovranno seguire, la vera sfida per i prossimi anni».

Pubblicato: 02 Novembre 2010Ultima modifica: 26 Maggio 2022